Vittime del dovere è un dramma in un atto scritto nel 1953 dal drammaturgo franco-romeno Eugène Ionesco. Si tratta di  un lavoro degli inizi che non ha ricevuto la notorietà delle sue altre opere. Il testo è nello stile del Teatro dell’assurdo, di cui Ionesco è stato un pioniere.


Choubert e Madeleine vivono una vita normale nel loro piccolo appartamento borghese nel quale "non succede mai niente". Choubert discute un annuncio sul giornale che esorta le persone delle grandi città a coltivare il distacco per vincere i problemi dell'esistenza e la confusione dello spirito. Poi discute la sua passione per il cinema e il teatro. Si lamenta che non c'è nulla di nuovo da fare in teatro, e osserva come tutte le opere teatrali sono uguali.


Inaspettatamente, entra nel loro appartamento un detective che Interroga Choubert e Madeleine sull'ortografia del nome del precedente inquilino del loro appartamento. Il detective vuole sapere se il nome è stato scritto con Mallot con una "t" alla fine, o con Mallot con una "d". Tuttavia, mentre Choubert è sicuro sul nome e la sua ortografia, non è certo che conoscesse i Mallots stessi. Il detective lo domanda incessantemente a Choubert, conducendolo in un viaggio nella sua memoria per rivelare tutto ciò che davvero gli è noto dei "Mallots". La ricerca, nel complesso, sembra infruttuosa. Choubert ritorna dalla sua memoria, arrivando "di nuovo in superficie". Il detective dice che non ha altra scelta che alimentare forzatamente Choubert con una vecchia crosta di pane raffermo per aiutarlo a ricordare tutto di Mallot. Arrivano due nuovi personaggi. Il primo è Lady che viene attenzionata dagli altri personaggi solo di sfuggita. Si siede, distaccata dalla scena e silenziosa, tranne quando informa gli altri che non è Madame, ma mademoiselle. Il secondo personaggio, Nicolas d'Eu, che non deve essere confuso con Nicholas II, è profondamente filosofico. Rimane fino alla fine dell’opera, prendendo in considerazione idee di "logica e contraddizione". Diventa sempre più avverso alle idee del Detective e all’alimentazione forzata di Choubert. Il detective capisce che Nicolas d'Eu è una minaccia e si pietrifica. Nicolas d'Eu tira fuori un pugnale e pugnalerà il detective tre volte, uccidendolo. Mentre viene pugnalato, il detective pronuncia tre frasi strane:

DETECTIVE: Lunga vita alla razza bianca ... Mi piacerebbe una decorazione postuma ... Io sono ... una vittima ... del dovere ...

Nicolas dichiara che aiuterà a trovare Mallot e Madeleine concorda con veemenza. Insieme incoraggiano Choubert a continuare a mangiare il pane per colmare le lacune nella sua memoria. Choubert afferma di essere anch’egli una "... vittima di dovere", Nicolas è d'accordo e Madeleine ci dice: "Siamo tutti vittime del dovere". Il sipario cade mentre tutti i personaggi si ordinano a vicenda di masticare e ingoiare il pane.

 

Di quest'opera ho giudicato molto interessante "l'indagine" del detective, che rievoca una sorta di regressione ipnotica connotata a mio avviso da una forte violenza emotiva.

 

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