"La domanda d'impiego" è un'opera dell'autore francese Michel Vinaver, pseudonimo di Michel Grindberg. L'autore sviluppa l'idea di portare sul palco l'ordinario, il quotidiano; la trama, pretestuosa, comprende diversi filoni narrativi (il licenziamento del protagonista, la sua infanzia in Madacascar, gli assurdi questionari del colloquio di lavoro in atto, la difficoltà della moglie di adattarsi alla nuova condizione economica e sociale, la figlia incinta). Il testo è strutturato in modo che ciascuno di questi filoni narrativi sia scomposto e ricomposto così che le battute non seguano più, apparentemente, una consecuzione logica. 

In altre parole i vari discorsi sono, per così dire, "mischiati" tra loro. Si tratta di quelle che Sinisterra definisce linee di pensiero o di dialogo frammentate. Questa frammentazione crea una "confusione" tutt'altro che gratuita, anzitutto perché il testo guadagna in polisemia (le battute di uno dei filoni narrativi sembrano spesso il "commento" o il "contrasto" alle battute di un altro filone a cui succedono) ed in secondo luogo perché tale confusione non si pone al pubblico come mancanza di senso, ma come messaggio da interpretare quasi costantemente. Per dirla alla Marshall Mcluhan, il testo diviene dunque un messaggio "caldo" che suscita un forte coinvolgimento interpretativo dello spettatore. 

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