Hans-Thies Lehmann evidenzia nel suo libro "Il teatro postdrammatico", una serie di tendenze e tratti stilistici che si rilevano nel teatro d'avanguardia dalla fine degli anni '60. Il teatro che Lehmann chiama "postdrammatico" non si concentra più sul dramma in sé, ma sviluppa un'estetica performativa in cui il testo della rappresentazione è messo in relazione con la situazione materiale della rappresentazione e del palcoscenico (e non è più, o è solo marginalmente "drammatico").

"La realtà della realtà" mostra come abbiano luogo diverse visioni del mondo in base ai meccanismi comunicativi utilizzati. Watzlawick presenta in modo divertente interessanti esempi su come possano crearsi negli individui e nelle comunità visioni distorte della realtà. 

"Il mito di Sisifo" è un saggio di Albert Camus pubblicato nel 1942.  Fa parte del "ciclo dell'assurdo", con "Caligola" (opera teatrale del 1938), "Lo straniero" (romanzo del 1942) e "Il malinteso" (opera teatrale del 1944). In questo saggio, Camus introduce la sua filosofia dell'assurdo: la vana ricerca del significato dell'uomo, dell'unità e della chiarezza, in un mondo incomprensibile, privo di Dio e privo di verità o valori eterni.

"L'uomo in rivolta" è un saggio di Albert Camus pubblicato nel 1951. Esso  si collega idealmente a " Il mito di Sisifo" pubblicato nel 1942, in cui l'autore trattava principalmente, attraverso il tema del suicidio, della natura assurda dell'esistenza.