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Agli amici no-vax:

la libertà, che temete vi venga sottratta con un qualche tipo di obbligo vaccinale, è in realtà un delicato e complesso equilibrio tra diritti e doveri. Il vostro diritto all'istruzione, ad esempio, non esiste senza il dovere di tutti di finanziarla. Il diritto a delle cure adeguate, (in generale, non per il covid), non esiste senza il dovere dello stato (cioè dei contribuenti e degli amministratori) di garantire un servizio pubblico adeguato. Quando lo stato non garantisce più questo equilibrio ritengo che sia utile protestare. Qui il problema delle proteste no-vax incarna però un incredibile ribaltamento: in uno stato veramente libero, il vostro diritto di non vaccinarvi lede proprio quell'equilibrio e finisce dove inizia il diritto alla salute di un soggetto fragile che vorrebbe vaccinarsi, e magari non può farlo.

Essere veicolo di infezione, rischiando la vostra e la vita degli altri e mantenendo una pretesa "esenzione dai doveri" (tralasciando il fatto che è fonte di strumentalizzazione di altri contro voi stessi), non vi rende liberi, ma cinici ed egoisti. La vostra è la "libertà" di un oppressore che rifugge da un proprio dovere e soprattutto che nega un diritto ad altri.

Più semplicemente, per sgomberare il campo da inutili e dannosi retropensieri: certe scelte andrebbero fatte solo in base ad evidenze "matematiche": cosa dice la statistica, cos'è più rischioso, vaccinarsi o non vaccinarsi?